Scegli l’albero più bello

Scegli-lalbero-più-bello-Thot-Jarvis-Emme-Edizioni-9788867146550Dicembre è il mese più magico dell’anno… ma ancor più magica, è l‘attesa di dicembre!

Le luci, l’aria di neve, la cioccolata calda, il fuoco che scoppietta nel camino e le caldarroste… piccoli piaceri che pure ogni anno mi sorprendono con la loro dolcezza!

Preparare l’albero di Natale è una di queste piccole magie, capaci di riappacificare la nostra anima con il mondo. Ed è proprio di questo che parla il libro di oggi.

Scegli l’albero più bello” è un racconto tutto in rima: la storia, di per sé, è molto semplice. Si tratta della ricerca dell’albero perfetto: quale abete preferisci? Lo vuoi alto alto fino al soffitto o piccolino come te? E poi si arriva a casa, si mette la cioccolata sul fornello e intanto si corre in soffitta a prendere le decorazioni che non ci ricordavamo di avere… Ti ricordi dell’angioletto? Guarda come brilla la stella cometa! E pian pianino, quell’abete diventa il nostro abete, il nostro albero, e tutta la casa prende il profumo del Natale, delle sorprese, della felicità negli occhi e nel cuore.

PS. Poesia del libro a parte, io sono a favore degli alberi di Natale SINTETICI. Gli abeti, lasciamoli nei boschi (:

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Libri per un pomeriggio di pioggia

L’autunno è il periodo dell’anno che preferisco…. Ogni stagione, naturalmente, ha in sé qualcosa di magico, ma l’autunno ha quella vena malinconica che lo rende unico. Ha l’arancio vivo delle foglie e il grigio plumbeo del cielo, ha il sapore dell’attesa e delle prime caldarroste. È in autunno che sono nata ed è sempre stato l’autunno a segnare l’inizio delle mie piccole grandi avventure di vita.

Quello che più adoro fare nei piovosi pomeriggi autunnali è accoccolarmi sul divano e leggere, magari con una tazza di tè fumante e un chilo di biscotti alla marmellata… Quindi, ecco 3 libri da sfogliare insieme ai propri cuccioli mentre fuori la pioggia batte sui vetri delle finestre e il vento fa danzare le foglie.

Questa-notte-ha-nevicato

QUESTA NOTTE HA NEVICATO: un libro per prepararsi all’inverno che sta arrivando, alla magia della neve, allo scricchiolio dei passi che calpestano le foglie coperte di brina. Un libro per riscoprire lo stupore del trascorrere del tempo, del mutarsi delle stagioni, di un fenomeno magico e abitudinario com’è la neve, attraverso parole, disegni e fotografia.

 

 

DUE CONIGLI

DUE CONIGLI

Pietro e Carlotta sono due coniglietti gemelli: in questo albo illustrato senza parole, li seguiamo nella loro giornata, scoprendo tavola dopo tavola tanti piccoli, deliziosi particolari: illustrazioni che sembrano vere, che paiono quadri, che custodiscono tutta la dolcezza del vivere quotidiano.

 

APPRENDISTA STREGONE

L’APPRENDISTA STREGONE: i classici rivisti dalla “Donzelli” mi entusiasmano ogni volta: hanno illustrazioni bellissime, che forse piacciono più agli adulti che ai bambini, e il pregio di far riscoprire capolavori letterari di cui spesso ci si dimentica. Scritto nel 1797 da Goethe sotto forma di ballata, “L’apprendista stregone”, che forse ricorderete meglio nelle simpatiche vesti di Topolino (Fantasia, Walt Disney) racconta la storia di un giovane stregone alle prese con i primi esperimenti magici, la sete di conoscenza e la voglia di imparare: che sono gli unici veri poteri magici di cui ognuno di noi è dotato.

 

CASA

casa_copNessun posto è come casa. Ma che cosa vuol dire, in fondo, la parola casa? Cos’è casa?

In questo bell’albo illustrato, dove le immagini paiono dei quadri, l’autrice ci propone tantissimi tipi di case: case reali o immaginarie, case serie e case pazzerelle, case di ogni parte del mondo.

C’è la casa nell’albero e quella delle api; la casa della duchessa slovacca e quella del fabbro keniota, quella dell’uomo d’affari giapponese e quella del dio norvegese. Poi c’è chi vive sott’acqua e chi in una scarpa, chi abita una capanna degli indiani e chi vive tutta la vita su una nave.

E la tua, di casa, com’è? Chi sei, tu? E’ la nostra casa a dirci chi siamo, o siamo noi a decidere com’è la nostra casa?

Alla fine quello che sembra volerci dire l’autrice è che, per essere a casa, in fondo, basta sentirsi a casa.

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